LA VAGA GRAZIA / ORIGINAL SCORE FOR THEATRE (2021-2023)

 

LA VAGA GRAZIA

di Eva Geatti
e con Adriana Bardi, Andrea Beghetto, Carolina Bisioli, Roberto Leandro Pau, Patrick Platolino musiche di Dario Moroldo
cura e promozione Irene Rossini

produzione Cosmesi con Corniolo Art Platform e Masque Teatro – Teatro Felix Guattari
con il sostegno di Spazio Kor, Centrale Fies, residenze Hummus-Ekodanza Paleotto11, Damatrà e di Fivizzano 27, Murate Art District-Muse, Motus

Mi sono trovata infatuata non solo dal romanzo Il Monte Analogo, ma anche alla figura del suo autore, Renè Daumal, e così è iniziato questo progetto nell’aprile del 2021; quello che più mi colpisce, oltre alla delicatissima materia spirituale trattata nell’opera, è la modalità con cui si compie il romanzo, la Visione, il verosimile: la narrazione dell’impresa verso l’ignoto che in realtà si rivolge all’interno, e il corpo fisico come testimone dell’avventura.

Il romanzo si interrompe proprio mentre gli alpinisti intravedono il primo campo base, appena intrapreso il vero e proprio “percorso spirituale”, quindi non sappiamo come si conclude la ricerca che per ognuno sarà unica, non riducibile, un movimento del tutto intimo.
L’unico romanzo al mondo (si dice) che si conclude con una virgola, e lì mi pare di percepire il pendolo tra il visibile e l’invisibile che mi interessa provare in scena e il proseguimento della scrittura sul palco. Il salto laterale che il poeta decide di compiere è quello verso la ricerca di sé stessi, verso l’infinitesimo per comprendere in verità i massimi sistemi, è il tentativo di cambiare qualcosa di radicale, il desiderio di percorrere un viaggio verso l’acquisizione della coscienza.

Ho iniziato a lavorare per questo progetto con un gruppo formato da 5 giovani attori friulani che ho incontrato negli anni durante un laboratorio teatrale intensivo estivo. Tutti hanno tra i 20 e i 28 anni, un tempo (questo) ed un’età (forse) con le domande più brucianti.
il lavoro con il gruppo è principalmente una pratica di movimento e voce che li mantiene in uno stato di costante creazione all’interno di un percorso accompagnato da segni e suoni, guide per raggiungere un altrove. L’epica che si va a compiere nei gesti non è terrena, di conseguenza non ha eroi, non ha una narrazione riconoscibile: è un’allegoria, la manifestazione di qualcosa di non materiale.

Il tentativo de La Vaga Grazia è ricercare una risposta ad una domanda che non sappiamo formulare, eppure percepiamo come essenziale e concreta, un posto necessario da incontrare ma che ci rende piccoli e spaesati. Stare in scena come resoconto di un’escursione – avvenuta nel mondo – ma che in verità ci fa inabissare in noi, non in un senso psicologico e mentale, ma più come caduta della vita intera, ricerca totalizzante, calma e fervente. Provare una metafora, che vuole anche essere il racconto di un viaggio iniziatico difficile verso l’autenticità dell’essere e scorrere come qualcosa di simile al sogno. Presenza vuota, corpi e voci libere ma mossi da altro, qualcosa di non conosciuto.

Quello che accade in scena è profondamente legato alla musica: il suono prodotto live da Dario Moroldo è un concerto di sintetizzatori ispirato alla musica sperimentale degli anni ‘50 ed alla prima elettronica d’avanguardia. Minimale e fondamentale flusso che modifica e guida l’escursione dei 5 performer.

L’ album LA VAGA GRAZIA (o.s.t. dell’omonimo spettacolo) di Dario Moroldo è disponibile dal 6 ottobre 2023 in formato digitale su Bandcamp e vinile in tiratura di 100 copie numerate:

 

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